Tag: musica indipendente

Yattafunk – Motu Generation

Gli Yattafunk sono una band funk metal italiana che mescola il sound del funk metal anni ’90 di matrice americana con l’hard rock e l’heavy metal.

Debuttano nel 2016 con l’album “Yattafunk Sucks” e a ottobre 2020 fanno uscire il loro secondo album “Escape From Funkatraz”, entrambi gli album sono sotto etichetta Ghost Record Label. Funk Norris (voce e chitarra ritmica), Arnold Funkenegger (chitarra solista), Funkardo DiCaprio (basso) e Funkester Stallone (batteria) sono evasi dal penitenziario di Funkatraz e sono tutt’ora ricercati in tutto il globo tanto da essere costretti a fuggire ogni volta che termina un loro show per non essere catturati di nuovo.

Il brano che propongo è MOTU GENERATION dall’album Escape From Funkatraz che vi consiglio di ascoltare per intero. Suoni potenti, melodie che catturano e tanto groove. Questa band ha uno stile originale e una botta di energia da palco anche nelle registrazioni. Fatelo oggi, ascoltateli.

Open in Spotify

 

SOLO – “Don’t shoot the piano player”

Open in Spotify

SOLO è il progetto solista di Giuseppe Galato che con Don’t shoot the piano player (it’s all in your head) ci trasporta in una dimensione lisergica con ottime sonorità e una voce ipnotica.

Le ispirazioni che saltano dai Pink Floyd ai Beatles e Rolling Stones sono tutte ben confezionate in questo brano piacevolissimo.

Direttamente dall’artista:

“Don’t shoot the piano player (it’s all in your head)” prende spunto da un immaginario surreale dove, ai suoni classici, si sovrappongono effetti sonori che destabilizzano l’ascoltatore, proiettandolo in un mondo psicotico: “A differenza di “Tomorrow never knows”, dove i suoni utilizzati dai Beatles erano dei campioni preregistrati, modificati per l’occasione, in “Don’t shoot the piano player (it’s all in your head)” ho voluto mantenere un approccio più “live”: tutti i suoni presenti nel brano sono, infatti, registrati a partire da una chitarra. Mi sono divertito a ricreare suoni peculiari, tutti diversi fra loro, utilizzando l’EBow e tutta una serie di effetti a pedale che vanno dai synth al Whammy, dai phaser al delay (mandandolo in autoscillazione), wha wha e via dicendo, utilizzandoli in maniera non necessariamente canonica, dando vita a un marasma di deliri acustici”.

Il brano è totalmente registrato da SOLO, con l’ausilio di Edoardo Di Vietri dell’Hexagonlab Recording Studio per l’inserto di pianoforte, mixing e mastering: “Oltre a voce, chitarre e basso, anche le percussioni le ho registrate da solo, in maniera alquanto peculiare, utilizzando bicchieri (l’idea l’ho rubata da “Sing this all together” dei Rolling Stones), pentole, cucchiai, scarponi e altri oggetti che mi dessero un suono percussivo. Il pianoforte, invece, è stato inserito da Edoardo Di Vietri, con cui avevo già collaborato sia con la mia band, la The Bordello Rock ‘n’ Roll Band, che su “Stati emozionali”: lui si è occupato anche di mix e mastering”.
La grafica che accompagna “Don’t shoot the piano player (it’s all in your head)” è a cura di Maria Dori Calabrese, affiancata da Raffaela Ruocco per la parte digitale.

 

VIDEO UFFICIALE: https://www.youtube.com/watch?v=CbOOsU1VxX8